psicoterapia e corona virus

17 Aprile 20202

Psicoterapia ai tempi del coronavirus


«Non vi è salute se non c’è salute mentale», afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La sfera mentale è a pieno titolo parte integrante del benessere della persona, intesa sia nella sua individualità, sia nella sua sfera sociale.

E in questo periodo di emergenza Coronavirus – in cui le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire (se non per mera necessità) – di quarantena, di isolamento, è più che mai importante togliere il velo del pregiudizio e dello stigma verso la sfera della salute mentale. Non tutti sono in grado di gestire lo stress psicologico e la paura creatasi e per tutti è fondamentale una nuova "educazione dell'inconscio".

Condividiamo, su questi temi, i pensieri della Dott.ssa Paola Gianfrotta, psicologa.

«Bisogna fare molte esperienze importanti prima di poter percepire verso quale direzione ci stiamo avviando.» (Jung)

Il periodo storico che stiamo vivendo, caratterizzato da allontanamenti e isolamenti forzati, o altre volte a ravvicinamenti forzati e non sempre graditi (ad esempio le convivenze h24), ci obbligano a fare i conti con noi stessi, con la situazione che stiamo vivendo e le relazioni che abbiamo attorno.

Nel campo della psicoterapia vi è una particolare contraddizione: non si riscontra peggioramento tra i pazienti in terapia, in quanto questa permette l'attivazione delle risorse “sane”.
Attraverso il confronto con l'analista, o il terapeuta, si crea un contenitore interno che permette l'attuarsi di un democratico dialogo con sé e con il mondo esterno. Cosa fa l'analista di tanto particolare? Immagina ciò che il paziente non riesce ad immaginare! L'analisi o la psicoterapia in generale, diventa un'educazione all'inconscio, un dialogo indotto dall'analista con le proprie parti interne in conflitto.

Chi ha già iniziato un percorso psicoterapeutico, adesso ne sta riscontrando i maggiori benefici, e chi non ha iniziato è adesso chiamato ad intraprendere un dialogo con la propria dimensione interna, per acquietare l'incombenza degli stati d'ansia e depressivi.

L'analisi, e la psicoterapia in generale, diventano un'educazione all'inconscio e quindi un’educazione a tollerare la dimensione dell'ignoto, che è il vero tallone d'Achille di tutti noi.
Con ciò non si vuole attribuire all'analisi il ruolo salvifico unico per superare il momento, i modi per non rimanere schiacciati dalla situazione presente sono svariati. Scegliere il proprio modo di andare avanti nel proprio percorso di vita è però comune a tutte le persone.

Di certo non si andrà avanti come prima, perchè si configurerebbe come un triste tornare indietro ad una condizione scomoda e disagevole, la stessa che ci ha condotto all'adesso. Il coronavirus è un'enantiodromia forzata, che letteralmente significa corsa nell'opposto, ergo tutto ciò che era prima si configurerà nel suo totale opposto adesso. I segnali non li abbiamo colti prima, e adesso l'inconscio chiede il conto, il cammino ci impone un salto dal terreno e dal pragmatismo alla visione interiore e spirituale, niente di meno che un cambiamento di valori, di tutti quei valori che sono stati fino ad ora accettati per condiscendenza.

Dove si pone l'analisi e la psicoterapia in tutto questo? Come supporto e spazio protetto, condiviso con il terapeuta, per aiutare chi non riesce bene a trovare la propria strada da sé.

La Dott.ssa Gianfrotta riceve nella nostra seda di Treviso.